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Sinterapia > esperienze > Daniela Rigolio

ESPERIENZA DI DANIELA RIGOLIO

 Daniela, nata nel 1953 a Luino (Varese) ha trascorso un’infanzia ed una adolescenza serene.  Ha studiato conseguendo il diploma di scuola superiore e poi ha lavorato come impiegata in una ditta nel Cantone Ticino, a Lugano. Nel  mese di maggio del 1982 si è sposata e nel 1984 ha avuto una figlia Francesca. Una vita come tante trascorsa tra famiglia e lavoro. Poi con il trascorrere degli anni i vari controlli di prevenzione compresa la mammografia, fino a che nell’aprile nel 2004 quella che sembrava essere solo una ciste fu diagnosticata quale possibile tumore. Altri controlli più approfonditi soprattutto con mammografia ed ecografia digitali ed il verdetto: lesione produttiva di mm 9x10 in corrispondenza del distretto paaareolare superiore esterno destro. Poi l’ago aspirato con la conferma di carcinoma duttale positivo per malignità.  Le fu consigliato di non perdere tempo e il 26 maggio 2004 nell’ospedale di Lodi venne eseguito l’intervento: quadrantectomia supero-mediale periareolare sinistra e dissezione del primo, secondo e terzo livello linfonodale ascella destra. L’esame istologico rilevò: 

ER: espresso in circa l’80% delle cellule neoplastiche
PR: espresso in circa l’80% delle cellule neoplastiche
Mib1: espresso in circa il 18% delle cellule neoplastiche
P53: espresso in circa il 15% delle cellule neoplastiche
Cerbb2: negativo
E-CADHERINA: positiva
CATHEPSINA D: negativa

Quali sentimenti, quali emozioni nascono quando ti viene diagnosticato un tumore?
Panico, sgomento e rabbia.
Tutto ciò l’ha provato prima, durante e dopo l’intervento e soprattutto quando le è stato detto che avrebbe dovuto sottoporsi a 4 cicli di chemioterapia (secondo lo schema EC) e, poi, ad 1 mese di radioterapia. (ndr  come da “protocollo”)
La 1a seduta di chemioterapia, nonostante il terrore, non le risultò così pesante come pensava; la  2a già  era più pesante ed aveva perso i capelli; la 3a  era  letteralmente demolita psicofisicamente (non riusciva più a condurre la vita che aveva sempre condotto quotidianamente compreso il frequentare la palestra).
La sua “fortuna” fu di poter visionare gli esami del sangue che doveva fare prima di ogni seduta chemioterapia e, allarmata perché erano peggiorati notevolmente, fece ripetutamente domande all’oncologo riguardo al modo di poter migliorare il suo stato fisico (oltretutto le fu riscontrata un’infezione alle vie urinarie di cui, fino ad allora, non aveva mai sofferto ). La risposta fu solo una: alimentarsi.
Chi ha fatto la “chemio” sa perfettamente che ti toglie l’appetito ed in più ti viene la nausea! Per cui si sentì per l’ennesima volta presa “in giro” e da quel momento iniziò a cercare delle “valide e ragionevoli” risposte altrove.
Infatti con suo marito, già fin dall’insorgere del “problema”, avevano iniziato ad approfondirne le  scarse conoscenze, di grande aiuto è stato il “navigare” in INTERNET.
Ha ascoltato vari pareri, compresi quelli di Maria, una grande amica, molto sfortunata.
Ha provato l’Alohe Arborescens” di Padre Zago, ma anche provato contatti in varie parti del mondo con istituzioni e centri che propongono cure “alternative” tra le quali  la terapia di “Rene Caisse”.
Finchè un giorno (lei è sicura che fu un “segno” di Dio) Marianna, una giovane donna di Milano, le  parlò del Prof. Imperato e della sua cura con la quale, più di 20 anni fa, aveva guarito suo padre.
Nella mente mille interrogativi, una confusione pazzesca.
Poi la decisione – (la chemioterapia faceva male, poi la prospettiva di una proposta di radioterapia aggressiva anch’essa, con delle conseguenze poco rosee e concretamente con il pensiero di quanto passato dalla sua amica Maria in poco più di 2 anni) – che cosa le impediva di conoscere “quel” Prof. Imperato e cercare di capire in che cosa consisteva “quella” sua metodologia di cura? Niente! 
Dopo averlo conosciuto ed aver da Lui avuto delle risposte e spiegazioni scientifiche semplici e chiare si affidò  “immediatamente” alle sue cure.
Oggi fine 2006, sono trascorsi 2 anni e 7 mesi dall’operazione e circa 2 anni e 4 mesi da quando ha iniziato a farsi curare dal Prof. Imperato.
Sono praticamente trascorsi 2 anni e due mesi da quando ha, con rapida progressione, ripreso a condurre la stessa vita di quella che conduceva prima del maggio 2004.
Il suo desiderio è che chi viene/verrà colpito da questo “problema”, contrariamente alla sua sfortunata amica Maria, possa/potrà avere l’opportunità di scegliere e seguire questa metodologia di cura che non toglie la dignità alla persona e che è, pertanto, finalizzata alla “qualità della vita”.
Il tumore o cancro, che dir si voglia, colpisce tante persone e ne colpirà sempre di più. Dobbiamo serenamente considerarla e conviverci come se si trattasse di una qualsiasi altra malattia. Combattiamo insieme per un futuro migliore!

 
Scheda personale
     
 

DANIELA RIGOLIO

Daniela Rigolio

Nata a: Luino (VA)
Il: 18.10.1953
Residente a: Luino (VA)