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ESPERIENZA DI LAURA SPAGNOLINI
la mia storia inizia all'età di 36 anni. Oggi ne ho 45 grazie al prof. Imperato. Me lo sono scoperta da sola, quel nodulo al seno, così per caso, rincasando da teatro in una serata di metà febbraio del 1999. Rientravo da una commedia delle sorelle Materassi al Teatro Alfieri qui di Torino. Coricandomi su un lato con la mano sul seno sinistro in attesa di prendere sonno...il sonno non mi manca...in genere abituata alle lunghe uscite in montagna o alle giornate al lavoro quando rincaso basta che mi metta in posizione orizzontale e dopo pochi minuti mi addormento. Bene, quella sera va a sapere il perchè, la mia mano, il dito indice sfiora la mia tetta sinistra e come in un incantesimo dei peggiori il cervello schizza... sento una protuberanza nodosa...ripasso...stesso flash...non so spiegarmi il perchè ma la mia mente corre corre...e dire che non sono mai stata una fissa per la prevenzione, fino di allora non avevo mai fatto un controllo, anzi non sapevo che volesse dire. Ero il ritratto della salute, tutte le domeniche in montagna a camminare, a sciare, a racchettare. Sono un'accanita appassionata della montagna, della natura. Sono accompagnatrice di escursionismo titolata del CAI, sono presidente di una sottosezione del CAI di Torino, sono rappresentante di una associazione di consumatori, ho sempre amato fare tante cose...non sono sposata anche se oggi ho un compagno con il quale non convivo e quindi mi posso permettere di passare le serate ad aggiornare il sito della mia associazione, a leggere, fare, uscire...ecc. Sono astigiana di nascita, formatami culturalmente in Emilia Romagna, laureata in Economia e Commercio alla facoltà di Modena. Dico queste cose perchè lo studio della statistica mi è servito anche nella malattia. Entrata nel tunnel del cancro, mi sono sentita cadere addosso un macigno così pesante...che ancora oggi ne sento il peso. Dopo quella notte passata insonne e tremendamente sofferta altre notti passarono lunghe, tristi...la sentenza data da controlli specifici mi portò a Milano al centro IEO di Veronesi...operata l'8 marzo del 1999. Ricorderò quel giorno per tutta la mia vita, e ogni 8 marzo festeggio da me la mia giornata semplicemente trattandomi "più bene". Poi il responso finale: carcinoma duttale infiltrante 2,1 cm- parenchima circostante esente da infiltrazione neoplastica - istiocitosi dei seni nei 21 linfonodi esaminati. No invasione vascolare. M0 G3 recettori ormonali: er 80% e pgr 90%.Programma di prevenzione: 1 mese di radioterapia+6 mesi di chemio CMF 1.8+5anni di ormonoterapia con Tamoxifen. Così c'è scritto sulla mia cartella clinica.
Mi sono chiesta: se a me, che non ho invasione vascolare, ho linfonodi tutti sani (notare ho fatto il linfonodo sentinella che allora era sperimentale proprio per salvarli!) ecc. fanno tutta sta prevenzione, agli altri che gli fanno? Rifiuto essere una cavia da laboratorio. Faccio una ricerca approfondita alla biblioteca del S. Giovanni di Torino sul Lancet e traduco dall'inglese. Discuto, aggredisco gli oncologi dell'IEO, anche richiamando tutte le mie nozioni statistiche , visto che di statistiche si tratta...si tratta di statistiche e non di persone, parlano di numeri ma non riescono a smentirmi...ho talmente discusso durante la mia visita oncologica con un dottorino, un tal Colleoni per l'appunto, che voleva darmi da bere le sue nozioni mediche e statistiche...che mia madre, la mia mamma a cui voglio un bene enorme... visto il mio impeto e la mia sicurezza comincia a venirle una tosse pazzesca.. a tal punto che dobbiamo smettere di confutarci e dobbiamo prestarle soccorso con delle gocce apposite per sedare la tosse.
Me ne vado da quella visita amareggiata, insoddisfatta ecc. e vengo chiamata al telefono dal tal Colleoni che mi rammenta l'importanza di iniziare subito la prevenzione per l'efficacia della cura. Se non lo mando a stendere è grazie alla mia educazione salesiana e familiare ben radicata.
Tornata a casa, da una zia acquisita vengo a conoscere la terapia, anzi la sinterapia del prof. Imperato. Gli telefono, gli spiego e subito l'ho raggiungo a Bogliasco. Si apre il tunnel, riprendo la mia vita di sempre, con tutti gli impegni di sempre. Ricordo che lo raggiungevo giornalmente a fine serata lavorativa, con la mia auto, una Ford Focus acquistata per i viaggi continui in nome della sicurezza. Pioggia, nebbia, sole ecc. per settimane a fine lavoro partivo e volavo in 2 ore a Genova (per fortuna non c'era il TUTOR). Quindi rientravo a mezzanotte o anche oltre. Il prof. sempre disponibile, impeccabile! Anche il sabato. Si, perchè alla domenica egli sapeva che andavo in montagna. Il 14 agosto ho festeggiato andando a Capanna Margherita!
Il resto è storia di tutti i giorni. Ho conosciuto diverse persone, anche persone che non ci sono più ma che hanno avuto una qualità della vita migliore. Infatti qualsiasi tipo di cura deve essere improntata al miglioramento della qualità della vita e non solo a prolungare la vita. Di questo sono convinta.
Grazie al prof. Imperato, anche se a volte è così duro.
La sua sinterapia deve proseguire. Per l'umanità. E credo che il passa parola sia la migliore promozione perchè basata sulla testimonianza. Purtroppo però non posso trascurare le difficoltà, le chiusure, le diffidenze, le paure che si incontrano sia a livello medico che tra i pazienti. Gli interessi farmaceutici, le lobbies scientifiche...quanta amarezza. Occorre comunque perseverare.
Mi scuso per questa mia lunga digressione, ma è stato come una salto nel passato...alla luce soprattutto della data fatidica che si avvicina: appunto l'8 marzo la giornata della donna, la mia giornata.
Saluti, Laura Spagnolini |
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LAURA SPAGNOLINI

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